LA SERA DELLA PRIMA
Monica Guerritore

Un viaggio intimo lungo mezzo secolo di carriera, tra retroscena inediti, frammenti iconici e un dialogo senza filtri con la platea.
Cinquant'anni oltre il sipario
In occasione della stagione 25/26, il festival ha l'onore di celebrare uno straordinario traguardo: il traguardo del mezzo secolo di palcoscenico per Monica Guerritore. Artista magnetica che ha saputo spaziare dal cinema alla televisione, affermandosi nel tempo anche nelle vesti di scrittrice, sceneggiatrice e regista, la Guerritore sceglie di mettersi a nudo in un format totalmente inedito. L'opera abbandona la struttura classica per abbracciare l'interazione diretta: l'attrice "si mette all'asta" con il proprio pubblico, permettendo agli spettatori di richiedere i monologhi e gli aneddoti che più sono rimasti impressi nella memoria collettiva.
Le luci e le ombre del dietro le quinte
Al centro della scena non c'è solo la celebrazione del successo, ma la verità del mestiere teatrale. L'interprete scardina l'illusione della perfezione per condividere i segreti più nascosti della sua vita artistica: gli inciampi, le paure, i tradimenti, gli inevitabili errori e le risate irrefrenabili che si consumano lontani dagli occhi del pubblico. Ad accompagnare queste confessioni intime ci saranno le musiche originali e le potenti rievocazioni dei suoi ruoli più complessi e amati. Prenderanno nuovamente corpo le anime di Madame Bovary, Giovanna D'Arco, Oriana Fallaci e Carmen, lanciando inoltre uno sguardo al futuro con l'imminente debutto nei panni della leggendaria Anna Magnani.
Le origini e il respiro delle donne
Questo scavo emotivo affonda le radici in un ricordo preciso: il debutto nel 1974 quando, appena sedicenne, venne diretta dal maestro Giorgio Strehler al Piccolo di Milano per interpretare Anja ne Il giardino dei ciliegi di Anton Cechov. Citando un suo stesso libro biografico ("La Sera della Prima commisi un errore"), l'attrice ripercorre le tappe misteriose che l'hanno trasformata da ragazzina a donna matura sul palcoscenico. Lo spettacolo si configura così come un'indagine appassionata sul senso di una vocazione passata a ridare spessore e voce all'universo femminile. Un impegno profondo, racchiuso nella potente massima di Hélène Cixous che fa da manifesto all'evento: "Una donna non muore se da un'altra parte un'altra donna riprende il suo respiro".
Come arrivare
Teatro G. Modena
Il Teatro Gustavo Modena è lo storico teatro ottocentesco di Genova, situato in Piazza Gustavo Modena 3 nel quartiere di Sampierdarena. Gestito dal Teatro Nazionale di Genova, offre una capienza di quasi 500 posti con una caratteristica sala a ferro di cavallo e ospita una ricca stagione di prosa e spettacoli dal vivo.
P.zza Gustavo Modena, 3, 16149 Genova GE
