LA LISTA
Salvare l’arte: il capolavoro di Pasquale Rotondi

di e con Laura Curino collaborazione alla messa in scena Gabriele Vacis disegno luci e tecnico di scena Alessandro Bigatti
produzione Associazione Culturale Muse
In commemorazione di Giovanna Rotondi Terminiello, una vita per l’Arte e per Genova
Cinque anni tre mesi e otto giorni di passione, rischi, avventure rocambolesche, decisioni sul filo del rasoio. Potrebbe essere un agente segreto, tanto sa scivolarti accanto passando inosservato. Un sorriso appena accennato, ma sempre cortese. Occhi che brillano di intelligenza, ma che si abbassano per modestia. Il passo misurato nasconde una immensa capacità di lavoro fisico e mentale.
Vive nascosto sotto l’identità di un fedele servitore dello stato. Va detto che soprintendente lo è davvero. Si occupa d’arte, sta ai margini delle decisioni politiche. Corretto. Scrupoloso.
Una bella famiglia, cui cerca far ritorno ogni sera. Una moglie bellissima cui regala sempre – tra tanti gesti gentili – un mazzo di violette il primo giorno di primavera. Due bimbe che non devono sentir parlare di lavoro, ma essere allegre e diligenti.
Sotto questo quadretto di normalità quotidiana si nasconde Pasquale Rotondi, l’uomo che ha salvato quasi 10.000 preziosissime opere d’arte italiane dalla rapacità nazista e dalla distruzione bellica. Il tutto nel più grande segreto. Un uomo che è stato capace di prendere decisioni difficilissime, a volte andando contro gli ordini dei suoi superiori e mettendo in pericolo la sicurezza sua e della sua famiglia.
È l’otto settembre 1943. Il governo si sgretola. Viene proclamata la repubblica di Salò. I ministeri lasciano
Roma. Nessuno dà più ordini chiari, e c’è anche chi dà ordini irresponsabili che vanno contro l’interesse dei cittadini e quindi dello Stato. È qui che Rotondi, obbedendo solo alla sua coscienza etica e al suo senso di responsabilità, diventa eroico. Lo si deve a lui se i nazisti non sono riusciti a mettere le mani sui Giorgione, Tintoretto, Piero della Francesca, Lotto, Mantegna, Donatello, Correggio, Caravaggio, Tiepolo e tanti altri capolavori delle Marche, del Veneto e della Lombardia, di Roma e di Napoli.
È un racconto di avventura, di luoghi preziosi (Palazzo Ducale di Urbino, Rocca di Sassocorvaro, Residenza del Principe di Carpegna), di opere di immenso valore portate in salvo da un pugno di persone senza denaro e senza strumenti. Solo l’intelligenza e la capacità organizzativa di un uomo come Rotondi poteva farcela, contro tutto e contro tutti. È una storia che dà coraggio, fa riflettere sul significato della parola “responsabilità” e ci porta in una vicenda mozzafiato che meriterebbe un grande film.
In attesa… ve la racconto io.
Laura Curino
Come arrivare
Palazzo Tursi
Il palazzo Doria-Tursi è uno dei Palazzi dei Rolli che furono designati, al tempo della Repubblica di Genova, a ospitare gli ospiti di alto rango durante le visite di stato per conto del governo genovese.
È sede del Comune di Genova e fa parte del polo museale dei Musei di Strada Nuova.
Via Garibaldi, 9, 16124 Genova GE
