AMORI RUBATI - Francesca

Omaggio a Dacia Maraini con 4 racconti teatrali di AMORI RUBATI: 4 spettacoli in due serate in cui Federica di Martino, Federica Ristani, Viola Graziosi, Lorenza Sorino fanno rivivere FRANCESCA, ANGELA, ANNA MARIN.
FRANCESCA diretto e interpretato da Federica di Martino da Cronaca di una violenza di gruppo
di Dacia Maraini
produzione Effimera Produzioni
Nel racconto Cronaca di una violenza di gruppo, la Maraini affronta il tema dello stupro collettivo, rappresentato attraverso i racconti dei protagonisti della vicenda: quello del prete che raccoglie la ragazzina sanguinante, il racconto di due degli adolescenti stupratori, il racconto del padre della vittima, quello del preside della scuola, quello di un altro degli stupratori e infine la versione dei fatti della testimone oculare la migliore amica della vittima che ha assistito a una parte della scena prima di cercare un aiuto mai arrivato, che rivela i dati reali della tragedia. La piccola vittima si chiama Francesca Gentili, ha tredici anni e vive da sola con il padre, un vecchio stanco e solo che non ha tempo per occuparsi di lei: una ragazzina allegra e povera che ride per niente e si veste come una bambina. E i compagni di scuola per questo la odiano. Tutti tranne uno: Mammolo, uno dei suoi futuri aguzzini, che «una volta si erano pure baciati a scuola (…) dietro la porta del cesso. Lo considera un poco come un fidanzato». Mammolo, il fidanzato-carnefice, invita le due ragazze ad un picnic al fiume. Loro lo seguono con i motorini e quando giungono sul posto trovano altri tre ragazzi ad aspettarli. Deborah allora decide di allontanarsi: «Io sarà che sono un poco più grande di Franci, sarà che ho fiuto … io ho sgamato e ho detto: andiamo via Franci, ti riporto io indietro, non mi piace l’atmosfera. Ma lei non aveva paura, lei pensava al suo Mammolo e degli amici se ne fregava. No, dice, io resto con Mammolo, tu vai se vuoi». Così, in un capanno abbandonato nel bosco, si consuma il dramma.
Lo stupro finisce con l’essere dimenticato e poi imputato ad altri. Perché dietro ai ragazzi c’era un adulto, uno venuto da fuori, «dalla grande città, dove gli stupri di gruppo sono abituali. In quanto alla testimonianza della vittima, purtroppo conta poco. A parte il fatto che si rifiuta di parlare e che dice di voler morire, la ragazza, lo ammette perfino il padre, è un poco ritardata». I ragazzini vengono rilasciati e premiati, e la piccola vittima dimenticata e messa da parte. Perché in fondo, in un modo o nell’altro, con quelle gonne lì, con quei vestiti lì, un poco se l’era cercata…
In scena Federica Di Martino che, cambiando solo il cappello, diventa di volta in volta il prete che trova la ragazzina sanguinante sulla strada, due degli stupratori suoi compagni di scuola, il preside che, nuovo Ponzio Pilato, preferisce ignorare la cosa, e il padre forse la figura più commuovente nella sua incapacità di dare un senso alla cosa. Tutti, anche chi mente come i ragazzini, contribuiscono a tracciare il ritratto della vittima, creatura fragile, rovinata per sempre, nel suo inguaribile dolore
6 NOVEMBRE 2026
Ore 21.00
Teatro Sociale di Camogli
Il biglietto è valido per entrambi gli spettacoli di ogni serata.
Come arrivare
Teatro Sociale di Camogli
Il Teatro Sociale di Camogli è un teatro italiano con sede a Camogli, nella città metropolitana di Genova. Si tratta di una delle sale più importanti della Liguria. L'edificio è sottoposto a vincolo di tutela e dichiarato di interesse nazionale dal 1996.
Piazza Giacomo Matteotti, 5, 16032 Camogli GE
