LA CLASSE
Di Fabiana Iacozzilli | Primo capitolo della Trilogia del Vento

"La classe" è un suggestivo docupuppets teatrale, un rito collettivo sospeso tra la memoria e la finzione scenica che fa muovere attori in carne e ossa accanto a marionette di legno. Lo spettacolo trae ispirazione e si colloca idealmente in quel solco tracciato da capolavori come La Classe morta di Tadeusz Kantor e I cannibali di George Tabori.
La Trama e la Poetica
Al centro della narrazione ci sono i ricordi d’infanzia legati agli anni della scuola elementare trascorsi presso l'istituto religioso "Suore di carità", dominati dalla figura di Suor Lidia. La religiosa è l’unica presenza interamente viva sul palcoscenico: un’osservatrice implacabile e invisibile agli occhi dei pupazzi, che delimita i confini di un microcosmo rigidamente governato dalla paura e dalla disciplina.
Gli adulti, ridotti a evocativi fantocci di legno creati da Fiammetta Mandich, rivivono i traumi e il timore delle punizioni corporali muovendosi in modo calibrato e privo di pathos sopra lunghi tavolacci. Questi elementi scenici si prestano a molteplici e inquietanti interpretazioni: banchi di scuola, tavoli da macello o superfici per esperimenti scientifici ormai lontani nel tempo.
Il panorama emotivo è immerso in un silenzio quasi totale, spezzato soltanto da suoni minimi ma carichi di tensione:
- Il fruscio incessante delle matite sul foglio.
- Il respiro profondo dei compagni di classe.
- I passi dei genitori, evocati solo graficamente e poi subito cancellati da lavagne sbiadite.
Proprio all'interno di questo rigoroso rito teatrale emerge un barlume di luce: il momento esatto in cui la maestra affida alla piccola Fabiana la regia di una scenetta per la recita scolastica, sancendo, forse, l'inizio precoce di una vocazione artistica. In questo modo la memoria si trasforma in teatro, diventando il luogo ideale in cui passato e presente si fondono per raccontare come l’autorità e la curiosità infantile formino la nostra percezione del mondo.
Riconoscimenti e Premi
Presentato in prima nazionale al Romaeuropa Festival 2018, lo spettacolo ha riscosso un eccezionale successo di critica e pubblico, ottenendo importanti premi nel corso del 2019:
- Premio UBU 2019: Vincitore per il Miglior progetto sonoro (curato da Hubert Westkemper) e nomination come Miglior spettacolo di teatro, Migliore regia e Miglior scenografia.
- Premio della Critica ANCT 2019: Vincitore come miglior spettacolo dell'anno.
- In-Box 2019: Vincitore del festival.
- Bando CURA 2018: Vincitore delle residenze interregionali.
Una produzione: Cranpi, La Fabbrica dell'Attore-Teatro Vascello Centro di Produzione Teatrale, Carrozzerie n.o.t, con il contributo del MiC - Ministero della Cultura
Come arrivare
Sala Mercato
La Sala Mercato, precedentemente nota anche come Teatro dell'Archivolto dal nome dell'omonima compagnia che l'ha gestita sino al 2017, è un teatro italiano, sito nel quartiere di Sampierdarena a Genova. Dal 2018 è una delle sale ufficiali del Teatro Nazionale Stabile di Genova.
Via del Monastero, 16149 Genova GE
