MI MANCA VAN GOGH
Francesca Astrei

Tutto ha inizio all'interno delle sale di un museo, dove il commento a un quadro di Vincent Van Gogh da parte di una guida turistica si trasforma improvvisamente in un profondo flusso di coscienza. In questo monologo, ideato e interpretato da Francesca Astrei, l'apparente distanza tra la vita del tormentato artista esposto e quella di un'amica d'infanzia della narratrice viene annullata in un racconto toccante e necessario.
Il legame simbiotico tra Vincent e suo fratello Theo, testimoniato storicamente da ben 600 lettere, diventa lo specchio e il metro di misura della relazione viscerale tra la protagonista e la sua migliore amica Michela. Entrambe le figure protagoniste della narrazione sono accomunate dalla violenza ineluttabile dei giudizi espressi su di loro: come il pittore fu a suo tempo additato come "pazzo" e internato, così Michela viene schiacciata dalla ferocia della società odierna a causa della diffusione non autorizzata di materiale privato da parte del suo ex fidanzato. Divenuta vittima di revenge porn, la ragazza non riesce a sostenere lo sguardo violento del mondo su di sé e si toglie la vita proprio all'interno della casa dell'amica.
Traendo forte ispirazione dal saggio di Antonin Artaud, secondo cui Van Gogh non si tolse davvero la vita ma "è stato suicidato dalla società", lo spettacolo estende questo concetto anche alla tragica fine di Michela, descrivendo l'azione non come autoinflitta ma come guidata dalla pressione di una collettività spietata. Attraverso la recitazione, l'autrice si fa portavoce dei cosiddetti survivors (i "sopravvissuti", ovvero i familiari e gli amici di chi compie l'estremo gesto), dando voce all'impotenza, ai costanti interrogativi e al logorante senso di colpa che ossessiona chi resta.
Dal punto di vista estetico e formale, la messinscena sceglie la via della sottrazione: lo spettacolo è totalmente privo di scenografia. Questo vuoto scenico rappresenta in modo tangibile il vuoto generato dal lutto, creando un non-luogo abitato unicamente dai ricordi, dalle parole pregne di interrogativi e dalla nostalgia per l'assenza.
Come arrivare
Sala Mercato
La Sala Mercato, precedentemente nota anche come Teatro dell'Archivolto dal nome dell'omonima compagnia che l'ha gestita sino al 2017, è un teatro italiano, sito nel quartiere di Sampierdarena a Genova. Dal 2018 è una delle sale ufficiali del Teatro Nazionale Stabile di Genova.
Via del Monastero, 16149 Genova GE
