Miss Violence - FINCHE’ RESPIRO
I RAGAZZI DEL CIRCEO

di e con Giorgia Fasce
in collaborazione con Alberto Camanni e Paolo Bruini
produzione Schegge di Mediterraneo / Festival Eccellenza al Femminile
Ci sono vicende che sono state consegnate alla Storia, per le quali l’oblio sembra essere impossibile, orribili fatti di cronaca che oggi possiamo chiamare femminicidio, una di queste è il massacro del Circeo.
Una giovane attrice dà voce al racconto di quel femminicidio operato tra coetanei, compagni di scuola , così doloroso e oscuro da restare ancora oggi un tabù inspiegato nella memoria del nostro paese.
Tra il 29 e il 30 settembre 1975, tre giovani liceali, per 36 ore, sequestrarono, seviziarono e cercarono di uccidere due coetanee. Una cronaca narrata con diversi sguardi e diverse chiavi di lettura nel tempo, che negli ultimi anni hanno dato vita a 3 libri (La scuola cattolica di Edoardo Albinati, Quei bravi ragazzi del Circeo di Massimo Lugli e Antonio Del Greco, Io sono l’Uomo nero di Ilaria Amenta), un film tratto dal romanzo di Albinati e una miniserie del 2022 (Circeo) che parla del risvolto giudiziario della vicenda. Ora anche uno spettacolo.
Cosa accadde in quelle 36 ore? Nei giorni precedenti al massacro, le adolescenti Donatella Colasanti e Rosaria Lopez conobbero un giovane della “Roma bene”, tale “Carlo”, il quale avrebbe presentato loro Angelo Izzo e Gianni Guido. I due giovani le invitarono a una festa a Lavinio, ma in realtà si diressero al Circeo, a una villa di proprietà del loro amico Andrea Ghira che, in itinere, si unì alle violenze.
Rosaria Lopez 19 anni, morì durante il massacro, annegata in una vasca da bagno. Il suo corpo, insieme a quello dell’amica, fu avvolto nel cellophane e in una coperta, e fu trovato da un metronotte in via Pola, nel bagagliaio di una Fiat 127 che gli aguzzini avevano utilizzato per far rientro a Roma. Il metronotte, sentendo dei colpi nel bagagliaio, diede l’allarme, facendo precipitare i carabinieri. Donatella Colasanti, 17enne, sopravvisse al massacro fingendosi morta: fu lei a bussare contro il bagagliaio facendosi sentire dal metronotte. Dovette affrontare una lunga e difficile convalescenza, ma più dura fu affrontare i processi di primo e secondo grado, il cui iter durò dal 1976 al 1980: affiancata da Tina Lagostena Bassi, all’epoca avvocato, Colasanti si ritrovò a fronteggiare le accuse che in quegli anni erano molto comuni per le donne sopravvissute alla violenza che si rivolgevano alla giustizia. Per molti anni Colasanti si è fatta portavoce della lotta alla violenza contro le donne, fino alla morte avvenuta nel 2005 per un tumore al seno, e nel 2020 la sua casa di Sezze è diventata un centro antiviolenza.
24 NOVEMBRE 2026
Ore 17.00
Teatrino di Palazzo Ducale
Posto unico intero 12 €, biglietti presto disponibili
Come arrivare
Teatrino di Palazzo Ducale
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