12 novembre 2007 ore 21.00
Chiesa di Santa Maria di Castello

Spettacolo teatrale
MATILDE DI CANOSSA

Compagnia
Schegge di Mediterraneo

Testo originale di Ornella Mariani
Ideazione e regia Consuelo Barilari

Manuela Kustermann, Matilde di Canossa
Roberto Alinghieri, Frate Donizone di Canossa

Scene e proiezioni Roberto Rebaudengo
Musiche Paolo Vivaldi
Costumi Francesca Parodi e Valentina Delli Ponti

La storia
La storia si svolge la vigilia di Pasqua del 1099. Nel palazzo di Canossa la contessa Matilde è inquieta. Frate Donizone suo padre confessore, che scrisse per lei una biografia in forma epica, l’accompagna.
Pochi anni prima Matilde invitò il pontefice Urbano II  nelle sue terre di Guastalla; dove lo indusse a convocare il concilio in cui fu decisa la più discussa impresa della cristianità; le Crociate… Ma perché Matilde avrebbe dovuto convincere papa Urbano II ad indire le crociate? Matilde volle riprendersi il trono di Gerusalemme, già suo per discendenza divina dal “Sang Real”? Ma una donna non avrebbe potuto salire sul trono della Città Santa, quindi preparò il nipote, Goffredo di Buglione. Lo affidò a Pietro l’Eremita, proprio colui che da ultimo convinse il Papa a indire le Crociate…. Matilde  non partì, tenuta nell’ombra dalla storia e dalla Chiesa stessa.

La messa in scena
Matilde di Canossa è la figura femminile più conosciuta del medioevo europeo, la donna che per dinastia, potere e posizione politica meglio può rappresentare l’eccellenza femminile: Matilde poté determinare più degli imperatori e dei papi stessi  le vicende della sua epoca.
Abile stratega, intelligentissima protagonista di ogni avvenimento, seppe anche dominare i fatti scegliendo di rimanere nell’ombra, la sua capacità di governare intrecciando relazioni politiche e mediazioni basate sulla religione e la cultura fanno di lei, in pieno medioevo, la più significativa e morderna figura di leader politico. E’ possibile leggere attraverso di lei anche la genesi delle Crociate e le affascinanti epopee sulla discendenza di Cristo e la Maddalena e sulla custodia del Santo Graal. “Il Graal siamo noi” dice in una battuta dello spettacolo”..noi che sappiamo la verità e non la confessiamo ai posteri e alla Storia” ,.
L’attuale interesse per il sacro e il mistero, in cui si inserisce anche il fenomeno Codice da Vinci, mi ha permesso di avvicinare con maggior libertà e “disinvoltura"  la figura storica di Matilde: farne un personaggio per il teatro e costruire uno spettacolo. Il personaggio Matilde prende forma con il fascino moderno di una “dark lady” di un noir di Hitchcock, e la potenza drammatica di Giovanna d’Arco…
I dubbi sull’innocenza e la purezza della Chiesa, le domande sull’anima, il senso di responsabilità e colpa per la Crociata, il peso di un potere che lei sapeva di non poter esercitare come avrebbe voluto,  il dolore della mancata maternità sono i sentimenti che l’affiggono.  
Il frate, Donizone di Canossa, realmente esistito, fedele confessore fino alla morte,  che scrisse per lei una biografia in forma epica, l’accompagna in un morboso  e oppressivo rapporto  di devozione e controllo. Un medioevo che ho immaginato in un’atmosfera piena di ombre dove, con  l’andamento di un giallo, la suspense si aggiunge alla tensione drammatica  e al mistero.

LE OMBRE, IL DOPPIO E LE PROIEZIONI  
L’uso di grandi proiezioni (m. 20×30) in simultanea all’azione su pareti e architetture nelle ambientazioni storiche contribuiscono a dare uno spessore di mistero e ambiguità alla storia; si tratta di immagini di animazioni in colore e ombre che raccontano il pensiero e i desideri dei personaggi mentre essi vivono il dialogo e l’azione sulla scena. Le immagini proiettate raccontano allo spettatore una drammaturgia del doppio, dello svelamento del mistero, del pensiero inconfessabile, del desiderio nascosto asservite alla suspense e alla costruzione della tensione narrativa e drammaturgia dei personaggi…(CONSUELO BARILARI)

 

Note storiche

Matilde di Canossa
(1046-1115), rappresenta la figura femminile più rilevante del panorama medievale europeo.
Proprietaria di un territorio che si estendeva dalla Lombardia all’alto Lazio, negli accesi contrasti della lotta per le investiture tra Impero e Papato, parteggiò fedelmente per papa Gregorio VII. Grazie alla sua mediazione, culminata con il famoso episodio dell’umiliazione del cugino,  l’imperatore Enrico IV,  i due contendenti arrivarono ad uno storico compromesso che pose fine ad uno dei conflitti più furiosi tra l’autorità laica e quella religiosa. In seguito al prestigio politico ottenuto con la diplomazia, la fermezza e la rete di alleanze,  arrivò al massimo del potere, diventando addirittura regina d’Italia. Se Matilde vinse come politica e come abile guerriera, fallì però come donna, nel divenire madre, nel dare continuità alla vita, alla sua famiglia, al suo nome. Morì nel 1115 e venne sepolta, unica donna con la regina Caterina di Svezia, nella basilica di San Pietro a Roma. (ORNELLA MARIANI)

Donizone
Monaco benedettino di Sant’Apollinare di Canossa, fu il principale agiografo della contessa Matilde, per il duplice motivo di averla come signora feudale e come grande alleata della Chiesa e del Papa. Nel XII secolo compose un voluminoso poema, inizialmente dedicato alla figura imponente di Matilde.
Suo biografo di corte, egli la descrive come lo specchio di ogni virtù: educata ai buoni costumi, fin dall’infanzia, colta ed istruita, ardita in guerra, saggia nel governare, generosa e devota alla causa di Dio; fisicamente  perfetta, ilare in volto, di mente lucida, ci restituisce un’immagine molto precisa del volto della contessa :bella con i capelli biondi tendenti al rosso e i denti grandi e uguali. (ORNELLA MARIANI)