GENOVA: IL XXII FESTIVAL DELL’ECCELLENZA Al FEMMINILE INIZIA CON LA CONSEGNA DEL PREMIO IPAZIA INTERNAZIONALE A PRINCESS ISATU HASSAN BANGURA; AVVENUTA ALLA SALA MERCATO DEL TEATRO NAZIONALE DI GENOVA DOPO L’APPLAUDITISSIMA PRIMA NAZIONALE DEL SUO SPETTACOLO “BLINDED BY SIGHT”

Princess, dopo lo spettacolo applaudito con battiti di mani, piedi e urla, sale sul palco in accappatoio rosa. Il XXII Festival dell’Eccellenza al Femminile inizia con la consegna del XVII Premio Ipazia all’Eccellenza Femminile sezione Internazionale a Princess Isatu Hassan Bangura, al termine della prima del suo spettacolo “Blinded by sight. The Body that Knows Before The Eyes”, in prima nazionale alla Sala Mercato del Teatro Nazionale di Genova, di cui Princess è direttrice artistica junior.
Il Premio Ipazia al Teatro andrà poi a Julia Varley il 31 ottobre dopo lo spettacolo “Ave Maria! di Julia Varley e Eugenio Barba sul palco del Teatro Modena, e ancora per la sezione Nazionale a Monica Guerritore l’11 novembre dopo lo spettacolo “La Sera della Prima” sul palco del Teatro E.Duse. Il Premio materiale è una medaglia d’’argento con inciso il volto di Ipazia d’Alessandria, scienziata e filosofa del V secolo, simbolo della ribellione contro tutti gli integralismi, disegnata da Maurice Gaspard illustratore francese di fine ottocento, su marchio esclusivo della Gioielleria di Bruna, Laura ed Elisa Guglielmi, azienda genovese di eccellenza con una storia tutta al femminile.
Il Premio Ipazia è un riconoscimento per quelle donne che per talento, forza, coraggio e capacità di resistenza diventano un simbolo internazionale nella cultura, nell’arte, nell’economia, nella scienza coniugando le proprie passioni con la battaglia per i diritti, la libertà e l’autodeterminazione delle donne, nonché contribuendo ai processi di pace e di democrazia dei paesi e della società.
“This is very cool”, ha commentato Princess indossando la medaglia. Questa la motivazione al Premio: “Princess Isatu Hassan Bangura è una giovane donna già parte attiva e testimone del nostro tempo, un’artista fuori degli schemi esempio di coraggio nella ricerca di forme non convenzionali di espressione dell’identità del femminile, capace di interpretare sulla scena con il suo corpo la “differenza” nell’evoluzione dei tempi. per comunicare alle generazioni future di tutti paesi del mondo la necessità di una rivoluzione nei linguaggi artistici, Arte, impegno istituzionale nel ruolo di direttrice artistica di un Teatro Nazionale e spinta verso il cambiamento fanno di lei un simbolo internazionale di coraggio e forza guida per le giovani donne.e le generazioni.che verranno”.
A intervistare Princess prima della consegna è Francesca De Sanctis, scrittrice, autrice TV, giornalista e critica teatrale del settimanale L’Espresso. «Sono nata nel ben mezzo di una guerra civile- si racconta - Mia madre è emigrata in Belgio, compiendo una scelta anche per me. In un nuovo paese tu sei diversa, in tanti modi per come gli altri ti vedono. Ho cercato di lavorare sul tema dell’identità. Ti chiedono chi sei e da dove vieni. Io ho ragionato sulla mia identità e mi scrollo di dosso quella che mi è stata attribuita. Quello che resta di questo lavoro, lo porto sul palco».
Princess è nata in Sierra Leone nel 1996. «È la più giovane premiata dal Festival dell’Eccellenza al Femminile, con i suoi 30 anni, il Premio a Princess segue la traccia che abbiamo segnato nel 2018 con il Premio a ORLAN la grande artista e performer francese che ha utilizzato il proprio corpo come uno strumento per trasformazioni estreme, nuove identità nella ricerca di nuovo confini dell’espressione artistica dell’anima », dice Consuelo Barilari, ideatrice e direttrice del Festival. “Qui a Genova- spiega Princess- ho riscritto lo spettacolo che aveva debuttato alla Biennale di Venezia. In una settimana ho unito la storia di Edipo al lutto per la morte del mio amato nonno”. È politico l’uso del corpo, chiede De Sanctis. «Tutto è politica. Il mio corpo sul palco è politica anche se non faccio niente. Ma durante lo spettacolo tutto questo non mi interessa, penso solo alla mia anima».














